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Quando e dove nascono i tarocchi - 899.848.812 Tarocchi on line -

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I Tarocchi nascono come gioco presso le corti italiane del Rinascimento. Nascono nel 400 nel nord dell'Italia per poi diffondersi in Francia con il nome di di "Tarocchi Marsigliesi". Le figure allegoriche dei Tarocchi appartengono al patrimonio iconografico della cultura medievale. Verso il 1465 il Mantegna mise le carte in un ordine progressivo tale da rappresentare l'Ordine e L'Unità dell'Universo; una specie di scala simbolica che va dalla terra al Cielo e dal Cielo alla Terra, esprimendo l'idea dell'elevazione spirituale dell'uomo e della sua coscienza cosmica.
Nel 700 il numero delle carte venne fissato definitivamente a 78, suddivise in quattro serie di "carte minori" in numero di 14 (Arcani Minori) e 22 carte fondamentali (Arcani Maggiori). Nell'800 crebbe l'interesse per queste carte da parte degli esoteristi, grazie all'occultista francese Eliphas Lévi che scoprì una corrispondenza fra i 22 Arcani Maggiori e le 22 lettere dell'alfabeto ebraico. Nei paesi anglosassoni lo studio dei Tarocchi ebbe sviluppi notevoli soprattutto per opera degli iniziati della "Golden Dawn" e continuano tutt'oggi negli Stati Uniti ad opera dei membri della "Builders of Adytum" che ne ricercano i significati occulti.
I disegni dei Tarocchi si pensa siano nati con i Templari, il misterioso ordine di monaci fondato da Bernardo di Chiaravalle; infatti gli Arcani Maggiori hanno molti riferimenti alchemici, astrologici, cabalistici con i quali i "Cavalieri del Tempio" vennero in contatto tramite correnti iniziatiche in Palestina.
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Osservando le figure degli Arcani Maggiori - che sono le più importanti - all'apparenza non c'è un filo logico che le colleghi le une alle altre: ma dal un punto di vista esoterico, queste tracciano una sorta di itinerario spirituale: gli Arcani da 1 a 11 rappresentano le forze divine creatrici; l'Arcano 12 è l'elemento di transizione tra il piano umano e il piano divino, tra la vita materiale e la rinascita alla vita spirituale e trascendente. Gli Arcani 13 e 21 rappresentano l'uomo davanti al suo destino materiale, mentre l'Arcano che inizia e conclude il cerchio dei Tarocchi, il Matto, è il simbolo del Tutto, l'infinita potenzialità da cui hanno origine e in cui si concludono tutte le esistenze.
I sistemi di interpretazione degli Arcani Maggiori e Minori sono innumerevoli; c'è il metodo gitano, quello junghiano (fondato sull'insegnamento dello psicanalista C. J. Jung), quello cabalistico, teosofico, astrologico, ecc...
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La ricchezza dei simboli rappresentati nei Tarocchi e la loro straordinaria forza di suggestione, fanno sì che chiunque ne senta intimamente il messaggio e tragga da esso un'ispirazione personale. Possiamo dire che non esiste un metodo universale di lettura delle carte; per ognuno di noi i Tarocchi aprono un orizzonte diverso.
Attraverso l'analisi con i Tarocchi non andremo negli aspetti più commerciali dell'arte divinatoria, quelli che hanno fatto la fortuna di maghi e cartomanti, ma andremo nel sentiero che conduce al nostro io più profondo, quello che ci porta alla libertà di scoprire da soli che possiamo essere qualcosa di più: possiamo essere finalmente noi stessi.